martedì 30 aprile 2013

28 Giugno ore 20,00 Sposa per una sera

La moda cambia, lo stile resta… 

Questo celebre aforisma di Coco Chanel, una delle più acclamate creatrici di moda del secolo scorso, farà da filo conduttore ad una serata dedicata al tema del matrimonio. 

Organizzato da “Edizione straordinaria” il 28 giugno, l’evento si terrà nella splendida cornice del Ristorante “Il Giardino”, a Budrio, in Via Gramsci 20.



Ecco il programma della serata:

ore 20.00: buffet aperitivo di benvenuto in cui verranno mostrati vari servizi e prodotti wedding.

Ore 21,00: cena, che si svolgerà nello splendido salone per ricevimenti del ristorante, con sfilata di abiti da sposa: dalle mamme alle figlie, le spose di domani sfileranno con gli abiti di ieri.

A seguire, le nuove proposte dell’Atelier “Le spose di Annalisa” e degli abiti da cerimonia di Tiffany (Budrio).

Nel corso della serata, presentazione delle nuove tendenze a tema a cura delle aziende espositrici:

Gruppo Comet - Centro Profumi s.r.l. - Le Spose di Annalisa - Terre di Pianura Agenzia Viaggi -Angelo Mazzoncini Fotografie & Videoproduzioni - Alla Riviera Fiori e Piante - Flora 2000 Green Group, Hair Mania Parrucchieri - Estetica Solaris – Tiffany Abbigliamento uomo-donna - Caffè Filopanti - Balloon Art


Eccezionalmente sposo per una sera: 

il campione di nuoto budriese, Marco Orsi 


Conduce: 

Emanuele Righi 


Costo della serata: 

euro 35,00 


Prenotazioni 

entro il 20 giugno



Ristorante “Il Giardino” 
Via Gramsci, 20 BUDRIO (BO) 

Tel . 051 801128

Il luogo della memoria, per il futuro

Ci sono posti che fanno parte della nostra vita perchè vivono nei ricordi , luoghi senza fine che hanno camminato nel tempo parallelamente alle nostre esistenze e che aspettano solo un nuovo incontro. 
Poi succede, capita l'occasione e quei luoghi in quel preciso momento sono il posto giusto, e insieme a noi percorrono un altro tratto di vita.
Tra passato e futuro, "Il Giardino" è il nostro posto e sarà la magica location dei nostri prossimi eventi.



Grazie a un rilievo, schizzato "a cavallo" nel 1578, disponiamo della più antica immagine della villa Guidotti (attuale Ristorante Il Giardino nelle foto accanto), vediamo la villa a pianta quadrata, rinascimentale; la torre medievale, molto più antica, che contorna un cortile; questo verrà utilizzato, negli anni ‘6O, per inserire il volume della cucina.
L’impianto cinquecentesco, ben leggibile anche oggigiorno, si è mantenuto intatto per quattro secoli, fino alla formazione di una periferia che ha accerchiato Budrio dagli anni ‘60 del Novecento. Dell’immagine settecentesca di Budrio eseguita nel 172O, da Alfonso Torreggiani, si può osservare la villa, già descritta nel ‘5OO, con due spazi esterni molto attraenti: un bosco verso est e, sul lato opposto, un giardino all’italiana, con filari e prati quadrettati.

Oggetto di una recente e importante ristrutturazione, il Ristorante Il Giardino ha riaperto al pubblico nell’ottobre 2O11.
Le sale cerimonie, fiore all’occhiello del ristorante, offrono il massimo in termini di ricettività e comfort, aria climatizzata ed uno stile quale perfetto connubio tra classico e moderno e rappresentano l’ideale per i ricevimenti in grande stile, nei quali il sapore dei cibi sposa la bellezza, la pace ed il verde dell’ambiente circostante.

mercoledì 17 aprile 2013

Benvenuta primavera, pranzo del 25 aprile


Il 25 aprile è un giorno importante... 

oltre alla Festa di Liberazione vogliamo dare il benvenuto alla primavera 

con un menù davvero speciale...


Tortino di melanzane 

Composta alle melanzane su crema di pomodoro fresco e basilico 

Tagliatelle agli asparagi 

Tagliatelle al mattarello con punte di asparagi e prosciutto crudo di Parma 

Gnocchetti alle fave 

gnocchi di patate con fave novelle e scaglie di pecorino di fossa 

Scaloppa di vitello 

Lombo di vitello rosolato con salsa ai carciofi e fiori di zucca in pastella 

Sorbetto al limone 


Bavarese alle fragole 

Soffice di fragole con caramello al balsamico Caffè


Il costo del menu con vini abbinati, acqua e caffè è di euro 44,00 per persona 
Bimbi da 0 a 3 anni gratis
fino ai 7 anni sconto 50%

mercoledì 13 marzo 2013

Domenica 31 Marzo, ecco il menù di Pasqua

Pasqua con chi vuoi, ma soprattutto dove vuoi... meglio se al ristorante Il Giardino.

Saldamente ancorato alla tradizione bolognese, il menù, per questa ricorrenza, prevede i piatti tipici della tavola pasquale del nostro territorio, con qualche piccola digressione sul tema da parte dello chef. 

E per i più piccini... una gradita sorpresa!

Prenotazioni: Tel. 051 801128 
info@ristorantegiardino.net



Menù 


Mousse di mortadella 
Spuma alla mortadella accompagnata con insalatina di carciofi freschi 

Tortellini in brodo 
Tortellini fatti a mano serviti in brodo di cappone 

Lasagna classica 
Sfoglia di pasta fresca, ripiena con ragu alla bolognese e gratinata 

Carrè d’agnello arrosto 
Lombata d’agnello arrostita, servita con sformatino di carote e zucchina al forno 

Sorbetto al limone 

Panna cotta alle mandorle 
Delicato sformatino alla panna fresca e mandorle con scorze di agrumi candite 

Delizie di Pasqua 

Caffè


Il costo del menu con vini abbinati, acqua e caffe é di euro 48,00 per persona 
Bimbi da 0 a 3 anni gratis
fino ai 7 anni sconto 50%



mercoledì 6 marzo 2013

8 marzo, una sorpresa per tutte le donne



Per questo 8 marzo il ristorante “Il Giardino” 
vuole festeggiare la donna non con un menù speciale ma con una sorpresa particolare



Non fosse la donna 
il giorno sarebbe senz’albore; 
non stella avrebbe 
e rugiada la notte; non acqua 
o fil d’erba la terra. 
Senza cielo sul capo si andrebbe.


Camillo Sbarbaro, Donna cielo


Prenotazione Tel. 051 801128

giovedì 21 febbraio 2013

Noi che... i migliori anni della nostra vita - 22 febbraio al Ristorante Il Giardino



di Fausta Lambertini
Il ristorante è quello storico, il Giardino, anche gli amici sono quelli di vecchissima data, quelli di sempre, i compagni di banco delle scuola elementare. Si chiacchiera di gusto, si ricorda, si ride tanto.
Qualcuno racconta che da un po’ di tempo gli studenti del “nostro” Liceo concludono l’anno scolastico organizzando un ballo di gala, con tanto di abiti da sera e atmosfere da mille e una notte. Caspita!
E noi, come mai non abbiamo avuto una simile idea ai nostri tempi?
Gli sguardi si incrociano, complice l’amicizia consolidata che sottintende un’unità di intenti e l’atmosfera festaiola che prospera ad ogni nostro incontro, decidiamo all’unanimità che “non è mai troppo tardi”. È esattamente così che nasce l’idea di organizzare una festa per tutti gli ex studenti e professori che hanno frequentato il Liceo di Budrio negli anni ’70, i nostri anni ’70.
Un ingegnere con la passione della tecnologia, una giornalista talentuosa e la sottoscritta, sono i più entusiasti e si buttano anima e corpo nell’organizzazione dell’evento. Si moltiplicano gli appuntamenti al bar per un caffè, ci si incontra al mattino presto per la colazione, la pizza diventa un buon motivo per rivedersi ancora una volta e mettere a punto le ultime idee.
Vede luce una pagina facebook e si attiva un indirizzo di posta elettronica, tutti alla ricerca di tutti gli altri. La comunicazione verbale nasce spontaneamente tra persone che fino a poco tempo prima si scambiavano solo cenni di saluto e “Liceo di Budrio” diventa la parola d’ordine che consente di ristabilire i contatti fra chi da anni non si parlava. Dal Brasile arriva la conferma più insperata: l’amico Stefano, che vive e lavora a Florianopolis, non vuole mancare, “ho gia acquistato i biglietti, arriverò venerdì e ripartirò domenica” recita testualmente la mail. Il passaparola funziona a meraviglia e raggiunge anche alcuni professori che immediatamente accettano l’invito e confermano la loro presenza.

Intanto, sulla pagina facebook, si pubblicano foto di classe e immagini delle gite scolastiche. Il divertimento sta nel riconoscere gli amici, i professori, i luoghi, dopodiché via con gli aneddoti e la memoria storica, che appartiene a chi ha già incontrato gli “anta”, non tradisce noi “diversamente giovani”.
C’è un sano entusiasmo intorno a questa iniziativa, c’è la voglia di ristabilire un equilibrio fatto di leggerezza di sentimenti, di spontaneità, di semplicità dei rapporti umani tipico dell’età dell’adolescenza, quell’equilibrio che poi riponiamo in un angolo mentre siamo tutti impegnati a difenderci dalle intemperie della vita.
Siamo cambiati un po’ nell’involucro, ma il contenuto non si è modificato nel corso degli anni, è come se ci fossimo lasciati solo l’altro ieri.
Il ristorante è quello di sempre, il Giardino, l’appuntamento è per il 22 Febbraio, le adesioni sono tantissime e l’entusiasmo è quello degli anni ’70, i migliori anni della nostra vita.
Un ringraziamento particolare agli amici di sempre:
Rita, Silvia, Giacomo, Gualtiero, GianLuca, Romano, Niki, Paolo, Anna, Fabio, Ermes.
Per la cronaca, l’ingegnere è Ferruccio Bonaga, la giornalista Maurizia Martelli e la sottoscritta Fausta Lambertini.

mercoledì 10 ottobre 2012

Gli italiani non conoscono le specialità locali

Nonostante la nostra cucina sia annoverata tra le bellezze dell’Italia più invidiate all’estero e nonostante il 70% degli italiani dichiarino, nei loro acquisti, di guardare molto all’italianità dei prodotti acquistati, con una buona metà che si considera piuttosto ferrato nel conoscere le più importanti specialità locali, in un recente studio condotto tramite interviste web a oltre 1.100 utenti donne di blog, forum e community e promosso dalla rivista Viaggi del Gusto Magazine, ahimè, l’orgoglio italiano subisce un grande contraccolpo.
Dal sondaggio emerge infatti un’ignoranza che ai veri competenti potrà sembrare inaudita: ebbene 8 italiani su 10 credono che l’Erbazzone sia nomignolo usato a Roma per chiamare i giardinieri o una parolaccia romanesca, 5 su 10 ritengono che lo Sfincione siciliano sia il soprannome dato ai bulli dell’isola, mentre il bestiario più inverosimile riguarda uno dei fiori all’occhiello delle eccellenze emiliane: il Culatello di Zibello è ritenuto dal 39% degli intervistati “una persona molto fortunata”, così come le Zeppole vengono identificate con una tipologia di scarpa rialzata.

Venendo alla nostra pinza, una delle specialità della cucina bolognese, alla domanda: “che cos’è?”, il 45% del campione intervistato, asserisce che si tratta di un tipico utensile utilizzato dai meccanici emiliani e solo il 34% conosce la risposta.

Che dire! Prima di attribuire giudizi, si dovrebbe analizzare la provenienza delle risposte, magari scoprendo – e credo che su questo varrebbe la pena scommetterci – che chi non ha fornito risposte corrette vanta un’appartenenza diversa rispetto al territorio di riferimento del cibo.

Se così fosse, sarebbe una prova in più del fatto che il cibo è una fabbrica di identità etnico-territoriali.

Della serie… a ciascuno il suo!